A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s'affaccia
ai muri della casa centenaria.

(Guido Gozzano, Pasqua, vv. 1-3, Poesie Sparse)

In questa nuova scheda botanica, Arturo ci presenta la parietaria, detta anche erba vetriola. Come spiega nella sua descrizione, il nome di vetriola deriva probabilmente dall'uso che se ne faceva per pulire fiaschi e altri recipienti di vetro.
Ebbene, lo si fa ancora: una signora di Framura che, d'estate, vende in paese i prodotti del suo orto e l'olio dei suoi olivi, conversando con Adele le ha spiegato che il sistema migliore per pulire le bottiglie dell'olio è mettere all'interno acqua calda e foglie di parietaria - che lei chiamava erba muraiola o, in dialetto canigiæa - e sbattere bene. Non sappiamo quale sia davvero il nome della nostra testimone, ma tutti - a causa del suo aspetto - la chiamano "la Spaghetta".

Un altro uso ligure da segnalare è come componente del preboggion (si legge: prebugiùn), una miscela di erbe selvatiche da scottare appena e mangiare con l'olio o in minestra o da usare per il ripieno dei tipici pansotti.

Insomma, imparate a riconoscere questa pianta e, se non dovete starne lontani perché siete allergici, ricordatevi che potrebbe tornare utile in pentola e... anche in bottiglia!

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