Questa scheda, elaborata da Arturo, ci invita ad osservare il tarassaco, o dente di leone, una pianta erbacea molto comune e assai nota a tutti, anche... in insalata!
In realtà, oltre alle foglie giovani, si possono mangiare anche i fiori, cotti in pastella come frittelle (gli amici gensini ricorderanno quelle che abbiamo potuto gustare in una delle nostre passate escursioni: era forse all'agriturismo ENCO di Rezzago, nel 2014?).
In ogni caso, la scheda di Arturo ci presenta una ricetta per la "Cunsa cocia", da fare con le foglie - senza esagerare, però, perché il tarassaco è diuretico...
Dopo la scheda, magari andatevi a rivedere i commenti fatti quando si è parlato di questa piantina nel Quiz sui fiori di Laura DM.
E, per i più curiosi, indico anche questo articoletto nel quale si spiega quanto siano straordinari pure i filamenti del pennacchietto che fa volare i semi.
La ricetta di Ester l'abbiamo già sperimentata con Tata (purtroppo quest'anno nisba) e posso assicurarvi che è una prelibatezza.
Un'altra ricetta per buongustai è questa: raccogliere le piantine (quota ideale 700/900 perchè le foglioline sono più piccoline e hanno il gusto più marcato) prima che mettano i fiori, lavarli e farne una bella insalata con olio evo.
Buon appetito
https://www.andersenstories.com/it/andersen_fiabe/ce_differenza
Inoltre sembra che due versi tra i più conosciuti del Cymbeline di Shakespeare:
«Golden lads and girls all must,
As chimney-sweepers, come to dust»
si riferiscano proprio ai fiori e ai soffioni di tarassaco chiamati "golden lads" (ragazzi dorati) e "chimney-sweepers" (spazzacamini) nel dialetto del Warwickshire, contea da cui proveniva Shakespeare.
https://whitmanarchive.org/published/periodical/poems/per.00114
Tempo fa avevo guardato da vicino il piccolo fiore giallo della santolina, anch’esso composto da tanti piccoli fiori e con certi ricciolini che ho appena imparato essere gli stimmi bifidi. Povero tarassaco, non ha mai ricevuto l’attenzione che merita da parte mia, forse perché essendo una pianta comune mi pareva di conoscerlo, ma non è affatto così. “La vita inosservata vicino a noi” è un titolo davvero appropriato!